Teatro di Mirano : "Anfitrione"

Notizia del 13.03.2019

Siamo arrivati al sesto appuntamento per la stagione di prosa 2018/2019 al Teatro di Mirano: giovedì 14 marzo alle ore 21.00, andrà in scena ANFITRIONE, una storia antica, ma che ancora ci appartiene, in cui gli interpreti innescano un gioco virtuoso di scherzi e verità tra il divino e l’umano. Scritto da Teresa Ludovico che ne cura anche la regia, in scena gli attori Michele Cirpiani, Irene Grasso, Demi Licata, Alessandra Lussiana, Michele Schiano di Cola, Giovanni Serratore. Le musiche prodotte dal vivo dal m° Michele Jamil Marzella, i costumi di Cristina Bari e Teresa Ludovica, lo spazio scenico e le luci a cura di Vincente Longuemare. Coreografia ad opera di Elisabetta Di Terlizzi. Lo spettacolo è esaurito in prevendita; eventuali posti che dovessero liberarsi saranno disponibili alla biglietteria del teatro a partire dalle ore 20:00 della sera di spettacolo.

LA TRAMA

“Chi sono io se non sono io? Quando guardo il mio uguale a me, vedo il mio aspetto, tale e quale, non c’è nulla di più simile a me! Io sono quello che sono sempre stato? Dov’è che sono morto? Dove l’ho perduta la mia persona? Il mio me può essere che io l’abbia lasciato? Che io mi sia dimenticato? Chi è più disgraziato di me? Nessuno mi riconosce più, e tutti mi sbeffeggiano a piacere. Non so più chi sono!”
 
Queste sono alcune delle domande che tormentano sia i protagonisti dell’Anfitrione, scritto da Plauto più di 2000 anni fa, che molti di noi oggi. Il doppio, la costruzione di un’identità fittizia, il furto dell’identità, la perdita dell’identità garantita da un ruolo sociale, sono i temi che Plauto ci consegna in una forma nuova, da lui definita tragicommedia, perché i fatti riguardano dei, padroni e schiavi. In essa il sommo Giove, dopo essersi trasformato nelle più svariate forme animali, vegetali, naturali, decide, per la prima volta, di camuffarsi da uomo. Assume le sembianze di Anfitrione, lontano da casa, per potersi accoppiare con sua moglie, la bella Alcmena, e generare con lei il semidio Ercole. Giove-Anfitrione durante la notte d’amore, lunga come tre notti, racconta ad Alcmena, come se li avesse vissuti personalmente, episodi del viaggio di Anfitrione.
Durante il racconto il dio prova, per la prima volta, un’ilarità che poi si premura di lasciare in dono agli uomini.
Sei attori e un musicista per creare una coralità multiforme e tragica che però agisce come un contrappunto grottesco e farsesco in uno spazio che disegna doppi mondi: divino e umano.
 
Dice Teresa Ludovico: “Realtà e finzione, verità e illusione, l’uno e il doppio, la moltiplicazione del sé, l’altro da sé e il riflesso di sé, si alterneranno in un continuo gioco di rimandi, attraverso la plasticità dei corpi degli attori, le sequenze di movimento, i dialoghi serrati e comici”.
I biglietti sono disponibili in biglietteria al Teatro di Mirano (il giovedì e il venerdì dalle 17 alle 19, e giovedì 14 marzo dalle 20 alle 21). L’ingresso è 18 euro (15 ridotto Over 65, under 26, cral aziendali e dipendenti del Comune di Mirano.  Per agevolazioni con enti convenzionati consultare il sito www.miranoteatro.it.


La Stagione è promossa dal Comune di Mirano, in collaborazione con La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale, Circuito Teatrale Regionale Arteven, Regione del Veneto, Città Metropolitana di Venezia, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Commissione Pari Opportunità del Comune di Mirano. La stagione aderisce alla “Campagna 365 giorni NO" alla violenza contro le donne, e il cartellone dedicato alle famiglie aderisce a “Mirano città delle bambine e dei bambini”.

INFO > Ufficio Teatro
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