Municipium
Descrizione
Una Casa della Comunità Spoke a Mirano, a supporto della Hub di Noale, utilizzando gli spazi già disponibili nella sede distrettuale. È la proposta del Sindaco Tiziano Baggio, che riprende una riflessione avanzata nei giorni scorsi anche dal Presidente del Consiglio comunale Gabriele Petrolito.
Le Case della Comunità sono uno dei cardini della nuova assistenza territoriale: strutture nelle quali i cittadini possono trovare in modo integrato servizi sanitari e sociosanitari, medici, infermieri e percorsi di presa in carico. L’obiettivo è garantire un’assistenza più vicina alle persone e ridurre, quando possibile, il ricorso all’ospedale e al Pronto soccorso per bisogni che possono essere affrontati sul territorio.
Il DM 77 del 2022, il regolamento nazionale che definisce modelli e standard della nuova assistenza sanitaria territoriale, prevede almeno una Casa della Comunità Hub ogni 40.000-50.000 abitanti. È il riferimento recepito dalla Regione Veneto con la DGR n. 721 del 2023 e assunto anche dall’ULSS 3 nel proprio Documento di assetto territoriale del marzo 2026.
Nel Miranese, alla Casa della Comunità Hub di Noale fanno riferimento due Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), cioè le organizzazioni territoriali che riuniscono i medici di medicina generale: quella di Noale-Salzano-Scorzè, con 48.156 abitanti, e quella di Mirano-Santa Maria di Sala, con 44.497 abitanti. Complessivamente, quindi, la Hub di Noale costituisce il riferimento per 92.653 persone. Alla Hub di Martellago fa invece riferimento l’AFT Martellago-Spinea, con 49.079 abitanti.
Le Case della Comunità sono uno dei cardini della nuova assistenza territoriale: strutture nelle quali i cittadini possono trovare in modo integrato servizi sanitari e sociosanitari, medici, infermieri e percorsi di presa in carico. L’obiettivo è garantire un’assistenza più vicina alle persone e ridurre, quando possibile, il ricorso all’ospedale e al Pronto soccorso per bisogni che possono essere affrontati sul territorio.
Il DM 77 del 2022, il regolamento nazionale che definisce modelli e standard della nuova assistenza sanitaria territoriale, prevede almeno una Casa della Comunità Hub ogni 40.000-50.000 abitanti. È il riferimento recepito dalla Regione Veneto con la DGR n. 721 del 2023 e assunto anche dall’ULSS 3 nel proprio Documento di assetto territoriale del marzo 2026.
Nel Miranese, alla Casa della Comunità Hub di Noale fanno riferimento due Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), cioè le organizzazioni territoriali che riuniscono i medici di medicina generale: quella di Noale-Salzano-Scorzè, con 48.156 abitanti, e quella di Mirano-Santa Maria di Sala, con 44.497 abitanti. Complessivamente, quindi, la Hub di Noale costituisce il riferimento per 92.653 persone. Alla Hub di Martellago fa invece riferimento l’AFT Martellago-Spinea, con 49.079 abitanti.
«Il confronto è significativo – sottolinea Baggio –: sulla Hub di Noale gravitano oltre 92 mila abitanti, quasi il doppio del valore superiore dello standard. E non sono concentrati in un’unica città, ma distribuiti tra Mirano, Santa Maria di Sala, Noale, Salzano e Scorzè. Per anziani, persone fragili o con difficoltà negli spostamenti, distanze e collegamenti contano. Dobbiamo quindi chiederci come garantire davvero quella prossimità che è alla base delle Case della Comunità e dell’efficacia della presa in carico».
Le Linee regionali del 29 giugno 2026, dedicate all’attivazione e all’organizzazione delle Case della Comunità, pongono tra gli obiettivi l’accessibilità della popolazione, la risposta ai bisogni di assistenza primaria e la corretta organizzazione della rete territoriale.
Le Linee regionali del 29 giugno 2026, dedicate all’attivazione e all’organizzazione delle Case della Comunità, pongono tra gli obiettivi l’accessibilità della popolazione, la risposta ai bisogni di assistenza primaria e la corretta organizzazione della rete territoriale.
Una Spoke a Mirano senza cambiare la programmazione
La proposta è di mantenere Noale nel proprio ruolo di Hub e attivare a Mirano una Spoke, operativa 12 ore al giorno, a supporto della Hub. Non verrebbero quindi modificati né la programmazione regionale né l’attuale organizzazione delle AFT: si completerebbe la rete dei servizi di prossimità. A Mirano, inoltre, non sarebbe necessario realizzare una nuova struttura. La Spoke potrebbe trovare collocazione nell’attuale sede del Distretto, utilizzando i locali rimasti disponibili dopo il trasferimento a Martellago di alcune attività delle Cure Primarie, con un costo strutturale sostanzialmente nullo o comunque molto contenuto, fatti salvi gli eventuali adeguamenti tecnici e organizzativi necessari.
Un precedente esiste già nella stessa ULSS 3: con Decreto regionale n. 14097 del 28 maggio 2026, pubblicato nel BUR del 30 giugno, la Regione ha autorizzato una Casa della Comunità Spoke presso il Distretto G.B. Giustinian di Venezia, valorizzando una sede distrettuale esistente.
«La nostra è una proposta per il Miranese: utilizzare meglio ciò che già abbiamo per avvicinare i servizi ai
cittadini di un bacino di oltre 92 mila persone».
La proposta è di mantenere Noale nel proprio ruolo di Hub e attivare a Mirano una Spoke, operativa 12 ore al giorno, a supporto della Hub. Non verrebbero quindi modificati né la programmazione regionale né l’attuale organizzazione delle AFT: si completerebbe la rete dei servizi di prossimità. A Mirano, inoltre, non sarebbe necessario realizzare una nuova struttura. La Spoke potrebbe trovare collocazione nell’attuale sede del Distretto, utilizzando i locali rimasti disponibili dopo il trasferimento a Martellago di alcune attività delle Cure Primarie, con un costo strutturale sostanzialmente nullo o comunque molto contenuto, fatti salvi gli eventuali adeguamenti tecnici e organizzativi necessari.
Un precedente esiste già nella stessa ULSS 3: con Decreto regionale n. 14097 del 28 maggio 2026, pubblicato nel BUR del 30 giugno, la Regione ha autorizzato una Casa della Comunità Spoke presso il Distretto G.B. Giustinian di Venezia, valorizzando una sede distrettuale esistente.
«La nostra è una proposta per il Miranese: utilizzare meglio ciò che già abbiamo per avvicinare i servizi ai
cittadini di un bacino di oltre 92 mila persone».
Ospedale di Comunità: accelerare sui 12 posti al Mariutto
La Casa della Comunità rappresenta però solo una parte del rafforzamento della sanità territoriale di Mirano. È necessario arrivare rapidamente anche all’attivazione dei 12 posti letto programmati dell’Ospedale di Comunità di Mirano. L’Ospedale di Comunità non è un ospedale per acuti, ma una struttura intermedia tra ospedale e domicilio: accoglie persone che non hanno bisogno di un ricovero ospedaliero ordinario ma necessitano ancora di assistenza sanitaria prima di poter tornare a casa, favorendo le dimissioni protette ed evitando ricoveri impropri.
Gli spazi sono disponibili presso l’IPAB Luigi Mariutto, che ha avviato da circa tre anni il percorso necessario per l’attivazione dei posti.
«Dopo tutto questo tempo serve determinazione: occorre individuare gli ultimi ostacoli, superarli e definire tempi certi».
La Casa della Comunità rappresenta però solo una parte del rafforzamento della sanità territoriale di Mirano. È necessario arrivare rapidamente anche all’attivazione dei 12 posti letto programmati dell’Ospedale di Comunità di Mirano. L’Ospedale di Comunità non è un ospedale per acuti, ma una struttura intermedia tra ospedale e domicilio: accoglie persone che non hanno bisogno di un ricovero ospedaliero ordinario ma necessitano ancora di assistenza sanitaria prima di poter tornare a casa, favorendo le dimissioni protette ed evitando ricoveri impropri.
Gli spazi sono disponibili presso l’IPAB Luigi Mariutto, che ha avviato da circa tre anni il percorso necessario per l’attivazione dei posti.
«Dopo tutto questo tempo serve determinazione: occorre individuare gli ultimi ostacoli, superarli e definire tempi certi».
Territorio e ospedale devono crescere insieme
Il rafforzamento della sanità territoriale deve procedere insieme agli investimenti sull’Ospedale di Mirano. Tra gli interventi programmati c’è il primo stralcio da 22 milioni di euro per l’adeguamento strutturale e funzionale dell’Ospedale, con la realizzazione dei nuovi volumi destinati all’area materno-infantile e alla morgue.
«La prospettiva deve essere unitaria: Casa della Comunità Spoke nella sede distrettuale, Ospedale di Comunità al Mariutto e realizzazione degli investimenti programmati sull’Ospedale per acuti. Tre funzioni diverse ma complementari, che insieme possono costruire un sistema sanitario più vicino, accessibile e capace di accompagnare i cittadini nei diversi bisogni di cura»
Il rafforzamento della sanità territoriale deve procedere insieme agli investimenti sull’Ospedale di Mirano. Tra gli interventi programmati c’è il primo stralcio da 22 milioni di euro per l’adeguamento strutturale e funzionale dell’Ospedale, con la realizzazione dei nuovi volumi destinati all’area materno-infantile e alla morgue.
«La prospettiva deve essere unitaria: Casa della Comunità Spoke nella sede distrettuale, Ospedale di Comunità al Mariutto e realizzazione degli investimenti programmati sull’Ospedale per acuti. Tre funzioni diverse ma complementari, che insieme possono costruire un sistema sanitario più vicino, accessibile e capace di accompagnare i cittadini nei diversi bisogni di cura»
In allegato il comunicato stampa
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Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2026, 09:35